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Articoli -> Gennaio 2008 -> 09/01/2008

Vita dura per gli insegnanti: gli alunni e la disciplina

Se si dice che si insegna qualcosa a qualcuno e non vi e' alcun riscontro dell'apprendimento dell'argomento di chi e' la colpa dell'insegnante o dell'alunno ? Se chi doveva imparare non ha imparato si puo' realmente dire di aver saputo insegnare ? L'insegnamento dovrebbe avere come unica conseguenza l'apprendimento della disciplina. Puo' un docente dire di aver fatto bene il proprio lavoro quando qualcuno dimostra di non aver appreso realmente?

Purtroppo questa inefficienza e' presente in tutte le scuole del mondo e ovunque vi sono insegnanti che preparano lezioni che gli alunni non capiranno o non riusciranno ad apprendere fino in fondo per mille ragioni. Abbastanza spesso i ragazzi in classe hanno il cervello altrove; la loro mente vaga alla ricerca di qualcosa di diverso e non di rado manifestano abbastanza accanitamente la loro noia relativamente alle lezioni. E' evidente che in questo stato confusionale l'attenzione e' pressoche' inesistente e il processo di comunicazione ed interazione viene praticamente annullato. Cosa deve fare un insegnante per raggiungere il suo scopo didattico? Deve costringere all'attenzione i ragazzi o deve attirare la loro attenzione? Si puo' fare tutto cio' curando l'impronta del contenuto progettato per la lezione?

Chiedere a qualcuno di fare qualcosa di specifico e' gia' complesso e irrealizzabile tra persone adulte, figuriamoci poi quali meccanismi di protezione si attivano quando e' un adulto ad imporre delle regole ad un ragazzo. Come si puo' costringere un giovane a sforzarsi di capire elementi teorici che egli ritiene praticamente inutili?

Tentare di allegerire la lezione semplicemente utilizzando un tono piu' scherzoso e meno serio puo' indurre alla perdita di concentrazione e al banale ricordo dello scherzo piuttosto che del puro concetto che l'insegnante intendeva affermare.

Esistono insegnanti che devono la loro reputazione alla disciplina e che sono temuti da buona parte dei loro alunni; molti ragazzi, temendo queste anime agitate, li disprezzano invece che rispettarli. Sicuramente con l'amore e il rispetto non si apprendono concetti e discipline ma sicuramente sono da considerarsi dei pilastri su cui si basa la fiducia tra esseri umani e, di conseguenza, la credibilita' e l'interesse degli interlocutori, nonche' le loro teorie. Tra le tante ragioni che rendono antipatiche le scuole pubbliche agli alunni vi e' la convinzione che all'interno degli istituti vi sia una sorta di regime militare in cui si impartisce forzatamente la disciplina. Gli alunni hanno cominciato a perdere la stima degli insegnanti poiche' si sono resi conto che essi sono corrotti intellettualmente e fisicamente dal sistema, che provano poco amore per il lavoro che svolgono e soprattutto perche' non vedono in loro degli idoli da imitare o dei personaggi che lasciano tante esperienze positive all'interno del processo formativo.

Il controllo della classe e' una vera ossessione per alcuni insegnanti. Si racconta che c'era un docente, al quale si riconosceva universalmente una buona dote di disciplina, che fece pulire il pavimento della sua classe affinche' splendesse come uno specchio; la sua era una reale ossessione per la pulizia. Alcuni dei suoi alunni piu' grandi che avevano spiccate doti di emulazione si comportarono verso altri piu' giovani come l'insegnante si comportava con loro, quasi come se fossero stati nominati Sergente Maggiore. Il risultato dell'anno scolastico fu praticamente deludente poiche' sebbene buona parte dei ragazzi mostro' di aver appreso il senso dell'obbedienza e della subalternita', troppi mostrarono lacune addirittura nell'interpretazione dei principi fondamentali della grammatica.

E' molto complesso cambiare in poco tempo un sistema scolastico pieno di regole, valide sulla carta ma inpraticabili nelle aule scolastiche; largo ai giovani insegnanti che potranno tentare di cambiare lo stato delle cose provando ad avvicinarsi sempre di piu' alla realta' dei giovani ai quali quotidianamente sono costretti ad impartire solo troppe nozioni, largo alle esperienze !


 
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